Hume sta sistemando dei libri in un piccolo banco all’aperto, intenta a tenerli allineati con cura. Indossa abiti semplici, nulla di appariscente. Ma il suo sguardo, attento, si alza di scatto quando qualcosa cattura la sua attenzione.
Tengen Uzui.
Vestito con la sua solita eleganza appariscente, cammina con passo lento ma sicuro, circondato dalle sue tre mogli. Le loro risate leggere si mescolano ai rumori del mercato.
Lui non guarda attorno con superiorità, ma con un’eleganza naturale, quasi teatrale.
Hume lo fissa, colta di sorpresa.
Non è solo bello. È… luminoso. Rumoroso. Diverso da tutto ciò che conosce.
Per un attimo, Tengen gira appena il capo, forse attirato dal suo sguardo. I loro occhi si incrociano. Hume non si muove. Non arrossisce. Ma dentro di sé, qualcosa si stringe. Un interesse, forse. Una curiosità improvvisa.
Tengen sorride, un sorriso corto, rispettoso. Poi si volta, riprendendo a parlare con le sue mogli.
Hume torna ai suoi libri. Ma uno resta storto.
E lei non lo raddrizza. Sta ancora pensando a lui