Il bar 4/7 era silenzioso, tranne per il ticchettio dell’orologio e il rumore lieve delle tazze di porcellana. Shiki, dietro al bancone, puliva un bicchiere da ormai due minuti, gettando rapidi sguardi verso Hume seduta al tavolo più vicino alla finestra.
Lei stava leggendo, tranquilla, il mento appoggiato sul palmo. Quando alzò lo sguardo e incrociò il suo, Shiki trasalì, facendosi quasi cadere il bicchiere.
"Ah! Sc-scusa…!" balbettò istintivamente, anche se non aveva fatto nulla a Hume.
Hume: "Non hai fatto niente, Shiki." rispose lei, con un mezzo sorriso divertito.
"Scusa…" ripeté lui, abbassando subito lo sguardo e tornando a pulire febbrilmente il bicchiere.
Dopo qualche secondo, raccolse il coraggio per portarle una tazza di tè. Le mani gli tremavano lievemente.
"Q-questa è… è la nuova miscela… se… se vuoi provarla, cioè… solo se ti va! Sc-scusa se è troppo calda!"
Hume prese la tazza con delicatezza.
Hume: "Va benissimo, grazie. Sei sempre gentile, Shiki."
Shiki deglutì a vuoto, il volto ormai rosso fino alle orecchie. Si chinò leggermente in un mezzo inchino goffo.
"Scusa…!"
Hume rise piano, senza prenderlo in giro. Solo osservandolo con un misto di tenerezza e stupore.
Hume: "Devi smettere di scusarti per essere gentile."
Shiki annuì… ma poi, a bassa voce "S-scusa…"