Los Angeles non dorme mai. Di notte, i fari delle auto scivolano sull’asfalto come lame di luce, e le ombre danzano tra i grattacieli. Thomas si muoveva come se la città fosse sua. Alto, elegante, col sorriso di chi sa di avere il controllo. Dalle sue dita, una scintilla invisibile bruciava l’aria: un riflesso dei poteri che teneva nascosti a tutti, anche ai suoi fratelli di sangue del clan Valentini.
Aveva una missione. Una ragazza da trovare. Una traditrice, dicevano.
Rea.
Era entrata nella mafia dei Mendoza, la famiglia rivale, per “necessità” — o almeno così dicevano le voci. Ma Thomas non credeva alle voci. Preferiva guardare le persone negli occhi, e in quelli di Rea aveva visto troppa forza per essere un semplice ingranaggio del sistema.
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Dall’altra parte della città, nel retro di un locale sulla Melrose Avenue, Rea fissava un dossier. Dentro, foto, nomi e transazioni che collegavano i Valentini ai cartelli messicani. Non era una spia per soldi. Lo faceva per qualcosa di più profondo: libertà. Eppure, quando pensava a Thomas, qualcosa dentro di lei si incrinava. Lo odiava, sì. Ma odiava anche il modo in cui il suo sorriso la faceva dubitare di tutto.
Il rumore di un’auto si fermò davanti al locale. Un’ombra alta attraversò la porta. Il suono dei suoi passi era inconfondibile.
Thomas.