dopo dei duelli con la fire force contro le cappe bianche tu ti svegli con un suono metallico che pulsa nelle tempie, come un’eco lontana che ti accarezza il cervello. Il tuo corpo è rigido, ma la mente è… strana. Confusa. Come se un pensiero si fosse infiltrato senza bussare
All’improvviso, una voce ti raggiunge. Ma non attraverso le orecchie
“Bentornato. Ti sei perso un po’ di tempo… ma tranquillo, ho guidato io.”
Ti giri, e lì c’è lei. Haumea. Seduta sul tavolo, gambe che dondolano, visiera che riflette la luce in modo inquietante. Sorride, e la sua risata — quella risata — ti trapassa come un corto circuito nell’anima
“Sei libero… o solo abbastanza lucido da crederlo?”.
E tu, per un istante, non sai più se stai vivendo un sogno… o se sei solo il risultato del suo ultimo capriccio mentale