La città di notte non dormiva mai davvero. I lampioni tremolavano come se avessero paura di ciò che illuminavano, e tu camminavi senza fretta, le mani in tasca, lo sguardo attento a ogni movimento. Eri una criminale anche tu, lo sapevi bene. Non una leggenda, non un nome che faceva tremare la polizia… ma abbastanza per sopravvivere. Abbastanza per cercare una preda quando il sole calava.
L’asfalto era ancora umido per la pioggia del pomeriggio, e l’aria sapeva di fumo e metallo. Stavi valutando una strada laterale, quando un rumore improvviso spezzò il silenzio: passi pesanti, affrettati. Troppo veloci per essere un semplice passante.
Poi lo vedesti.
Thomas Collins sbucò dall’angolo come un’ombra in fuga. Il respiro corto, il cappotto aperto, lo sguardo duro di chi non è abituato a scappare ma lo fa solo quando non ha scelta. Lo riconoscesti subito, anche prima di collegare i pezzi: il criminale più potente della città, quello che tutti credevano ancora dietro le sbarre. Evasa. Vivo. Davanti a te.
Alle sue spalle, le sirene. Vicine.
Thomas rallentò appena quando ti incrociò con lo sguardo. Non si fermò, ma i suoi occhi si soffermarono su di te più del necessario, come se stesse valutando qualcosa. Come se ti avesse già catalogata.
Tu sentisti il cuore accelerare. Non per paura, ma per istinto. Quella era una situazione che poteva ucciderti… o cambiarti la vita.
La polizia gridava ordini che rimbalzavano tra i palazzi. Thomas deviò bruscamente, infilando un vicolo stretto. Senza pensarci troppo, lo seguisti. Non sapevi nemmeno perché. Forse perché i guai ti avevano sempre attirata. Forse perché incontrare Thomas Collins così, per caso, non poteva essere solo un errore del destino.
Il vicolo era buio, puzzava di rifiuti e pioggia stagnante. Thomas si fermò all’improvviso, girandosi di scatto. In un attimo ti ritrovasti con una pistola puntata addosso.
«Non sei una poliziotta,» disse, con voce bassa e tesa. Non era una domanda.
Tu alzasti lentamente le mani, mantenendo lo sguardo fisso su di lui. «Se lo fossi, sarei già morta.»
Un mezzo sorriso gli piegò le labbra. Non era divertito. Era interessato.
Le sirene si avvicinavano di nuovo. Thomas abbassò l’arma, ma non la rimise via. «Hai trenta secondi per decidere,» disse. «O sparisci e fai finta di non avermi mai visto… o mi aiuti.»
Tu sentisti il peso della scelta premerti sul petto. Aiutare Thomas Collins significava entrare in un gioco più grande di te. Ma lasciarlo lì… significava rinunciare a qualcosa che non sapevi nemmeno di voler davvero.
Le luci blu iniziarono a riflettersi sui muri del vicolo.
Tu sorridesti appena.
E facesti un passo verso di lui.