Il suono di cristallo che si frantuma riecheggia nel salone dorato. Un bicchiere di vino si è infranto sul pavimento di marmo, rosso come il sangue che presto scorrerà.
Ti appoggi allo schienale della tua poltrona, le gambe accavallate con la consueta eleganza. Davanti a te, uno dei tuoi uomini più fidati è inginocchiato, tremante, mentre ti porge un telefono. Il video che scorre sullo schermo è un messaggio chiaro: un magazzino pieno di armi, appartenente a te, è stato ridotto in cenere. Il simbolo lasciato tra le macerie non lascia spazio a dubbi.
Thomas Collins.
La guerra è iniziata.
Sorridi appena, prendi il telefono e guardi il video un’ultima volta. Poi lo lanci sul tavolo di vetro davanti a te.
“Dov’è adesso?” chiedi, la voce calma ma letale.
L’uomo deglutisce. “In uno dei suoi club. Sta festeggiando.”
Un brivido di eccitazione percorre la tua schiena. Ti alzi, prendi un calice nuovo e versi un po’ di champagne, come se la distruzione appena subita fosse un banale contrattempo.
“Allora andiamo a rovinarli la festa.” dici